Namah

di Sua Divina Grazia Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura


Domanda 1: Qual è il significato della parola namah nei nostri mantra?

Risposta: La parola Namah significa rinunciare al proprio orgoglio o indipendenza, e inchinarsi in segno di resa sincera. "O Gurudeva! O Krishna! Da oggi, io sono il Vostro servo e Voi siete il mio unico rifugio. Vi prego di essere misericordiosi con me e guidarmi; impegnatemi nel vostro servizio. Da oggi in poi ho rinunciato al mio orgoglio e al mio ahankara - la falsa concezione egoistica che io sono l'agente attivo. La mia unica preghiera è che d'ora in poi le Vostre istruzioni e il Vostro consiglio e direzione sia il mio unico punto focale - la Stella Polare e l'elemento governativo della mia vita."

'Namaskara' significa rinunciare a tutto l’ego materiale, tutto l'orgoglio nella nostra illusione che 'Io sono l'agente attivo', 'Io sono il fruitore', 'Sono io colui che vede, 'Io sono il mantenitore'. Quando la corruzione della nostra intelligenza - l'idea sbagliata che 'Io sono l'agente attivo' - è finalmente rimossa grazie alla misericordia di Srila Gurudeva, solo allora possiamo ottenere vera diksa, o conoscenza trascendente.

Finchè Srila Gurudeva, l'amato di Sri Krsna (krsna-prestha), è fisicamente manifesto, è saggio rendergli un servizio intimo, e, quindi, raggiungere la perfezione. Ma se non siamo in grado di raggiungere la perfezione perchè abbiamo fallito nello sviluppare attaccamento verso di lui, quel tipo di attaccamento in cui lo riteniamo il signore del nostro cuore; se non siamo riusciti a servirlo dandogli pienamente il nostro cuore in assoluta sincerità ed altruismo, allora siamo sicuramente stati privati... siamo stati certamente privati.

Benchè io abbia avuto il mio unico salvatore, l'unico liberatore della mia anima - il mio unico incondizionato, vero amico - così vicino a me, a causa della mia cattiva sorte l'ho perso. Tale è la mia disgrazia! Dopo essere venuto sulla riva del fiume celeste per raccoglierne l'acqua, mi sono voltato e diretto verso il deserto. Anche dopo aver scoperto una miniera di pietre preziose, son tornato ad essere attratto da un negozio di vetro, scintillante d’imitazioni di gioielli. Che disastro pietoso! Coloro che sono attenti e intelligenti dovrebbero essere totalmente determinato a vivere una vita di completo abbandono ai piedi di loto di Srila Gurudeva, privi di doppiezza e di qualsiasi tipo di interesse separato perchè non devono certamente esserne deprivati.

Domanda 2: Come si può raggiungere il darśana (la visione) del Signore Supremo?

Risposta: Il Supremo Signore Sri Hari è l'originale, auto-manifesta entità. Egli è l'oceano di misericordia. Quando siamo inclini a renderGli un servizio, Egli ci concede la Sua misericordia e manifesta Sè stesso, la sua forma, la sua carnagione, tutto ciò che Lo riguarda, nella nostra coscienza.

Il fruitore del mondo è impegnato con la concezione che egli è l'agente attivo. Tutti i suoi tentativi di raggiungere il darśana del Signore Supremo attraverso il suo stato d'animo di 'Io sono l'agente attivo' saranno inutili. Il darśana del Signore è realizzabile solo attraverso un cuore puro, e solo per la grazia del processo dell'ascolto sottomesso. Nessuna abilità materiale può portare ad avere il darśana del Supremo Essere cosciente. Che essendo cosciente, può essere visto solo attraverso gli occhi di pura coscienza, attraverso la facoltà o la funzione inerente alla pura coscienza. Solo il vero servitore può effettivamente vedere il Signore. Il Signore concede misericordiosamente il darśana solo al suo vero e proprio servitore - in primo luogo il darśana interno, poi il darśana in cui Egli appare direttamente dinnanzi a lui.

Domanda 3: Quanto tempo deve persistere lo stato condizionato del jiva (entità vivente)?

Risposta: Fino a quando l’ananda-dharma o bhakti-dharma dell'anima non sono manifesti, l'essere vivente non può conoscere se stesso come servitore del Signore Supremo. Fino a quel momento, il suo stato d'animo condizionato, la concezione che egli è l'agente attivo, persisterà. Come può sparire l’auto-identificazione materiale finchè l’auto-identificazione trascendentale non si è ancora manifestata per sostituirla?

Domanda 4: Perchè non riesco a dipendere completamente da Bhagavan?

Risposta: Come esseri coscienti atomici, la nostra unica natura è quella di essere arresi ad accettare il rifugio dell'Essere cosciente infinito. Se prestiamo attenzione agli argomenti del mondo esterno, non saremo in grado di riporre la nostra piena fiducia nel Signore Supremo. Coloro che non ambiscono a nulla che provenga da questa sfera esterna, che si considerano i più insignificanti e non cercano il supporto di qualsiasi oggetto corporale - solo loro possono riporre la loro fede nel Signore Supremo. Solo loro possono veramente e completamente dipendere da Lui. Ascoltando fedelmente la potente harikatha che emana dalle labbra di loto del santo divino, colui che è la Scrittura vivente, possiamo venire a dipendere completamente dal Signore Supremo.

Domanda 5: Quando potremo raggiungere il vero benessere?

Risposta: Solo dopo aver ascoltato la Bhagavata-katha (discorsi su Bhagavan, Dio) dai grandi santi devoti, seguendo le loro orme e rimanendo poi sotto la loro guida, potremo raggiungere il vero benessere. Se uno desidera impegnarsi nella produzione della ceramica, deve inizialmente ascoltare da un vasaio esperto. Da quel momento in poi potrà effettivamente iniziare il suo lavoro. Prima di preparare un delizioso sandeśa (un tradizionale dolce indiano a base di latte), un cuoco deve prima imparare la ricetta ed il processo da un pasticcere. Allo stesso modo, se non seguiamo le orme di una grande, esperta guida, se cerchiamo di raggiungere il nostro benessere in modo indipendente, probabilmente ci troveremo ad affrontare molte difficoltà lungo il percorso verso il successo. Invece di diventare consapevole della vera essenza delle scritture rivelate, diventeremo discepoli dei nostri intrugli mentali.

Il nostro unico dovere è quello di prendere rifugio ai piedi di loto di Sri Guru. Non ci sono mezzi per raggiungere la Verità Suprema oltre a quello di accettare il percorso prescritto nelle scritture rivelate. Per noi non vi è alcun modo possibile per raggiungere il darśana della Verità Assoluta, se non quello di fare il bagno nella polvere dei piedi di loto dei niskinchana-mahajana (grandi santi il cui unico possesso è Sri Krsna). Solo queste grandi personalità possono salvarci dai nostri bhogya-darśana o ku-darśana - la nostra comunione con gli oggetti percepiti per il nostro godimento, o la nostra percezione difettosa del mondo in generale. La verità diventa nota solo quando prendiamo rifugio ai piedi di loto di Sri Guru, rendiamo noi stessi di sua proprietà e accettiamo il servizio a Sri Krsna come la nostra stessa vita.

Domanda 6: C'è un qualsiasi altro modo per raggiungere il proprio benessere oltre a quello di arrendersi al proprio vero se?

Risposta: No. Il jiva non può raggiungere il benessere completo fino a quando non si sottomette completamente a Sri Krsna. Se Krishna non rimane ad ogni passo nell'ambito della mia attenzione e del mio ricordo – mentre sto girando o sto eseguendo una qualsiasi altra attività – sarò sicuramente condotto verso il sentiero sbagliato.

Noi non saremo beneficiati in alcun modo se la nostra fissazione su "Io" e "Mio" resterà dominante sulla base delle conoscenze acquisite dai nostri sensi materiali. Essere governati dal concetto che 'Io sono colui che gode, e questo mondo materiale è per il mio godimento', ci condurrà alla nostra condanna. Noi siamo entità coscienti, ma questo mondo materiale è una cosa inconscia. Ciò che può essere goduto da noi qui è conosciuto come jada, o inerte. Abbiamo dimenticato la nostra vera identità e siamo diventati influenzati dal nostro falso orgoglio, esemplificato dalla convinzione che "le cose temporanee sono per essere godute da me, perchè io sono colui che gode." Quando quell'orgoglio diventa sufficientemente forte, ci conduce alla falsa idea che consiste nel pensare "Io sono supremo Spirito; Io sono Dio". Il risultato è un completo disastro. Quando siamo sopraffatti dal pensiero che "Io diventerò grande", il percorso verso il nostro benessere spirituale diviene chiuso totalmente.

(Tratto dalla Srila Prabhupadera Upadesamrta, pubblicato nella rivista Rays of The Harmonist; Anno 5, Articolo 11.)

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